La strada per gli Stati Uniti d’Europa passa per l’alleanza tra socialisti e liberali, forse.

Ci sono un socialista, un liberale e un conservatore. Il primo spinge da anni per l’integrazione europea del proprio paese e del suo popolo. Il secondo tiene così tanto all’idea di Unione che organizza una convention per andare verso una federazione continentale. Il terzo invece, a causa del suo irrefrenabile nazionalismo, è ostico all’idea di “UE” e sabota gli altri due. Quanto detto non è una barzelletta ma la realtà dei fatti, la situazione osservabile alla convention del 24 febbraio denominata: “Verso gli Stati Uniti d’Europa, con Emma Bonino”. L’iniziativa, organizzata e promossa da +Europa, ha raccolto il mondo liberale italiano e più in generale i principali attori del centro-sinistra, con la voluta assenza del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi Sinistra, ritenuti troppo distanti dalle istanze europeiste dell’evento. Dicevamo, il dichiarato scopo della convention è stato quello di stilare un programma comune alle forze liberali, con lo scopo di volgere l’opinione pubblica verso il tema del federalismo europeo, caro al partito di Emma Bonino e Riccardo Magi tanto da farne esplicito richiamo nel nome. 

La convention, condotta da Alessandro Cecchi Paone, che da decenni bazzica il mondo liberal-radicale, si è aperta con un intervento del segretario di +Europa, Riccardo Magi: “Il salto di qualità deve…

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Sembra che Salvini, finalmente, stia facendo i conti con la sua vicinanza, prettamente propagandistica, al dittatore di Mosca. Infatti, nel corso degli anni il leader del Carroccio non ha fatto altro che elogiare la figura di Putin. Per esempio, nel 2015 dichiarò: «la Russia è sicuramente molto più democratica dell’Unione Europea» e ancora «cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin». Un atteggiamento che in questi tempi di guerra, tra la morte di un oppositore e un’uscita interventista della Francia, può risultare del tutto fuori luogo.
Tutto ciò ha portato Carlo Calenda, leader di Azione, a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro delle Infrastrutture, nonché vicepremier, Matteo Salvini. Una mossa del tutto coerente con la linea assolutamente pro-Ucraina intrapresa dal mondo liberale nostrano. Una decisione di buon senso che è riuscita a mettere d’accordo tutte le opposizionipresenti dell’arco parlamentare, meno Italia Viva e +Europa.
Secondo i firmatari della mozione… CONTINUA SU GIOVANEAVANTI.ORG

L’ipocrisia liberale

📣 In parlamento c’è una mozione di sfiducia contro il ministro, nonché vicepremier, #Salvini. La motivazione? I rapporti ambigui con #Putin. Credo che tutti ci ricordiamo del “cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin”. Ma ciò che, nel corso di queste settimane, ha fatto mettere d’accordo quasi tutte le forze d’opposizione è ben altro. Infatti nel 2017, l’allora #Lega Nord e #Russia Unita, partito collegato al dittatore Putin, venne siglata un’intesa. Documento che non solo è stato rescisso ma che a marzo 2022, dopo la criminale invasione dell’#Ucraina, venne ratificato.

⁉️ Sembra quindi una scelta logica quella di condannare Salvini e il suo partito, che non hanno mai mostrato alcun segno di disaccordo con chi in Russia sta tenendo una dittatura. Eppure ciò non è bastato a tutti. Sembra che #Renzi e #Magi, segretari rispettivamente di #ItaliaViva e #PiuEuropa, non abbiano voluto firmare la mozione di #Calenda. La motivazione? Il poco valore che avrebbe una sfiducia bocciata. A questi liberal però non sembra essere passato per la testa il peso politico di una mozione firmata dall’opposizione finalmente unita, da sinistra al centro.

📌 Eppure questo non sembra bastare, i finti radicali e riformisti che in questi mesi si sono riempiti di paroloni contro la sanguinarietà del dittatore russo, oggi di fatto si schierano dalla sua parte.

Uniamoci sotto il nome di Schmit, l’unico avversario alla deriva estremista dell’UE.

Il mondo sta cambiando, in tutti gli ambiti: riscaldamento globale, nuove guerre, migrazioni di massa, rivoluzione digitale e tanto altro. In questo putiferio fatto di innovazioni, che se non domate a dovere potrebbero dare ragione a chi denuncia la loro pericolosità, anche la politica deve cambiare. E quale migliore occasione se non le europee di questo giugno?

Ne abbiamo avuto un esempio perfetto noi italiani, quando a settembre di ormai due anni fa il Parlamento veniva conquistato da forze di destra che di moderato hanno poco. 
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In Basilicata si sta consumando il primo atto della morte del campo largo (sul Giovane Avanti)

Una riflessione sulle regionali in Basilicata, sul Giovane Avanti:

C’era un tempo in cui la proposta del “campo largo” sembrava la soluzione al traballante mondo del centro-sinistra. Un campo, quello dell’alleanza PD-M5S, che sembrava l’unica scelta pragmatica per avere anche solo la possibilità di competere con il centro-destra (che ora assomiglia di più a un blocco FDI e “alleatini”). Quel tempo era la fine del mese scorso, in cui Alessandra Todde, sostenuta dall’opposizione intera stranamente unita, vinceva il trono della Regione Sardegna. Un attimo di luce, di speranza, per coloro che fin dal 2019, al tempo il segretario Dem era Nicola Zingaretti, avevano supportato l’alleanza giallo-rossa. Un’idea che però, a causa della sola motivazione utilitaristica, sembra ormai naufragare. Ne è un esempio la recentissima sconfitta elettorale in Abruzzo dove…

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