L’ITALIA È UN PAESE DEMOCRATICO

Forse in Israele non funziona così, ma in Italia vige la libertà di parola. Se qualcuno vuole esprimere la propria opinione, specie su tematiche importanti come una guerra, è liberissimo di farlo. Purtroppo Alon Bar, l’ambasciatore israeliano in Italia, non è d’accordo. Il diplomatico ha espresso dichiarazioni molto dure nei confronti di Ghali e del festival di Sanremo in generale. Ciò a causa di quello che nell’ultima serata dell’evento ha detto il cantante. Una triste verità, di cui tutto il mondo è a conoscenza ma che non viene mai ribadita abbastanza: è in corso un genocidio nei confronti dei palestinesi. Il governo israeliano continua incessantemente a bombardare la striscia di Gaza uccidendo decine di migliaia di cittadini inermi. Un terrificante nazionalismo travestito da patriottismo, in cui si cerca di mascherare l’assurda volontà di occupare terre straniere con la difesa della nazione. Secondo AlonBar al festival sanremese non si dovrebbe parlare di politica, a meno che non si prendano le parti di Gerusalemme. Ma d’altronde cosa ci aspettiamo? Israele non assomiglia per niente a un luogo in cui liberi cittadini possano esprimere la propria opinione senza che ci sia una qualche forma di ritorsione. Qualcuno dica all’ambasciotore Bar che nessuno a Sanremo ha giustificato Hamas per gli attacchi del 7 ottobre, ma era ora che qualcuno prendesse le parti della Palestina sul più grande palco mediatico del paese.

La croce celtica di Acca Larentia verrà cancellata – urli e fischi verso la destra

Il mio articolo sulla rimozione della croce celtica di Acca Larentia – online sul Giovane Avanti

https://www.giovaneavanti.org/giovaneavanti/la-croce-celtica-di-acca-larentia-verra-cancellata-urli-e-fischi-verso-la-destra


Con una risoluzione promossa dal Partito Democratico e votata favorevolmente da tutte le forze politiche, esclusa la destra, il comune si attiverà per cancellare l’enorme croce celtica che ormai da decenni occupa il piazzale proprietà dell’INPS. Non si può non ringraziare Rosa Ferraro e Fabrizio Grant, presidenti delle Commissioni Politiche Sociali e Politiche Scolastiche del VII Municipio, primi firmatari del testo. Non sono mancate le repliche della destra, la quale però non ha partecipato al voto contribuendo di fatto all’approvazione dell’atto. Il tema maggiormente tirato in ballo è stato quello dell’uccisone dei due militanti dell’allora MSI nel 1978, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. La risoluzione, che si configura meramente come atto politico, invita l’ufficio decoro del Comune a cancellare la croce celtica del Piazzale Acca Larentia. A detta di chi scrive però la questione non si chiuderà qui. Ormai da anni il dibattito locale si muove in tal senso e solo ora, a causa della portata mediatica di quanto accaduto a inizio mese, le istituzioni stanno agendo. Comunque la risoluzione, come è stato chiarito sia dal Presidente del Municipio che dalle forze politiche firmatarie, non chiede di rinunciare alla commemorazione istituzionale. Evento che però è slegato dalle parate che accadono in seguito, sotto lo sguardo attonito della comunità.

“Delia non si salva grazie al principe azzurro”. E ormai chiaro che, purtroppo, la lotta per la parità di genere non rientri nei classici canoni di un tempo. Oggi, ma in realtà anche in passato, ci sono donne che non hanno nessuna intenzione di sostenere la causa femminista. E con questo non intendo il futile discorso del “Eh ma le femministe sono estremiste”.

Sempre più donne anti-femministe stanno finalmente uscendo allo scoperto. Tante mogli, madri, fidanzate – ma anche politiche e dirigenti – ammettono che l’uomo debba avere tutto il potere, famigliare o sociale. Oggi che a capo del governo c’è una donna, pare chiaro come non basti non essere uomo per essere femminista.

Per questo è necessario che tutt* |* femminist*, uomini o donne che siano, si sforzino di portare avanti questa lotta. In questo contesto un film come “C’è ancora domani”, scritto e interpretato da Paola Cortellesi, diventa un punto di riferimento per tutt* noi.

Il governo taglia i fondi per il contrasto ai DCA

🟣I Disturbi del Comportamento Alimentare sono la seconda causa di morte tra i giovani, con un aumento significativo da 680.569 persone nel 2019 a 1.680.456 nel 2023.

🟣Nonostante i più di 3 milioni di pazienti in Italia, il Governo Meloni ha trascurato il rifinanziamento del fondo da 25 milioni per contrastare i DCA. Il ministro Schillaci ha annunciato solo 10.000 euro di finanziamento.

🟣lI rischio di chiusura dei centri di assistenza è elevato, con la prospettiva di meno professionisti, accesso alle cure più difficile e conseguente compromissione dell’efficacia delle terapie.

🟣È urgente una strategia a lungo termine per includere i DCA nei Livelli Essenziali di Assistenza, garantendo un budget dedicato. La salute mentale è un diritto non un privilegio.

La scuola del Made in Italy doveva essere il fiore all’occhiello della politica meloniana. Un concentrato di nazionalismo e arretratezza, tanto che solo una manciata di scuole su tutto il territorio nazionale hanno deciso di aderire. A mio dire scelta poco saggia data la totale impreparazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Non esistono linee guida, i libri di testo non sono stati stampati (probabilmente nemmeno scritti), ma soprattutto non ci sono risorse. Già il sistema scolastico italiano versa in una condizione deprorevole, su tutti i campi dalla preparazione di gran parte del personale docente ai problemi strutturali delle scuole. L’arroganza meloniana di voler tirare fuori un nuovo liceo dal nulla più assoluto la pagheremo noi cittadini.

Da quando Israele ed ebraismo sono la stessa cosa? Ma soprattutto, da quando un anti-fascista è anti-semita? Ricordate a Piantedosi che è il suo Presidente del Consiglio a far parte di un partito a cui sta tanto a cuore il saluto romano, le croci celtiche ma sopratutto i gerarchi di uno stato fascista che deportò milioni di ebrei.